1. Nomenclatura in base alla Direzione: La Rosa dei Venti

La regola cardine per la nomenclatura dei venti è che il nome del vento indica sempre la direzione cardinale o intercardinale da cui soffia. Per secoli, i marinai del Mediterraneo hanno utilizzato un sistema che associa nomi specifici ai venti, immortalato nella Rosa dei Venti. Questo strumento grafico, simile a una bussola, indica le 32 direzioni principali, di cui 8 sono quelle più note nella cultura italiana.

Ecco i nomi dei venti più comuni, con le loro direzioni e brevi descrizioni:

  • Tramontana (Nord): Vento freddo e secco che soffia da nord, spesso associato a bel tempo e cieli tersi. Prende il nome dal latino intra montes, "tra i monti", poiché proveniva dai Balcani per i navigatori italiani.
  • Grecale (Nord-Est): Vento freddo e secco che soffia da nord-est. Il nome è legato al fatto che per i navigatori di Malta, Venezia o Ancona, proveniva dalla Grecia. È spesso accompagnato da cieli sereni.
  • Levante (Est): Vento umido che proviene da est, portando spesso pioggia. Il suo nome deriva dal punto cardinale da cui sorge il sole (il levare del sole).
  • Scirocco (Sud-Est): Vento caldo e umido proveniente dal deserto del Sahara. Soffia da sud-est, portando con sé sabbia e temperature elevate. È famoso per creare un'atmosfera opaca e afosa e per essere spesso foriero di pioggia.
  • Ostro (Sud): Vento caldo e umido che soffia da sud. Il nome deriva dal latino Auster.
  • Libeccio (Sud-Ovest): Vento secco e impetuoso che proviene da sud-ovest. Il nome è associato alla Libia, da dove anticamente si riteneva provenisse per i navigatori.
  • Ponente (Ovest): Vento fresco e umido che soffia da ovest, spesso portando temporali e pioggia. Il nome deriva dal porre del sole.
  • Maestrale (Nord-Ovest): Vento forte, freddo e secco che soffia da nord-ovest, portando un brusco calo di temperatura. Il suo nome deriva da ventum magistralem, "vento maestro", per la sua forza e per il fatto che indica la direzione di Roma (per i naviganti).

2. Nomenclatura in base alla Forza: La Scala Beaufort

Oltre alla direzione, l'intensità del vento è un'altra caratteristica fondamentale. Per misurarla, si utilizza la Scala di Beaufort, ideata nel 1805 dall'ammiraglio Francis Beaufort. Questa scala non misura la velocità del vento in modo strumentale, ma la classifica in 13 gradi (da 0 a 12) in base agli effetti che produce sul mare e sulla terraferma.

La scala Beaufort

3. Nomenclatura in base all'altezza delle onde del mare: La Scala Douglas

La scala Douglas viene utilizzata principalmente per descrivere le condizioni in mare durante le tempeste. I valori minimi e massimi della scala vanno da 0 a 9, con ognuno dei livelli associato a un'azione specifica da intraprendere da parte dei naviganti. Ad esempio, mare 0 rappresenta un mare calmo, mentre il grado 9 rappresenta un mare in tempesta con onde di oltre 14 metri.

La scala Douglas